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Tesi di Laurea

I. LA TESI DI LAUREA MAGISTRALE IN GIURISPRUDENZA
(CORSO DI LAUREA BIENNALE/ CORSO DI LAUREA MAGISTRALE)

Secondo l'art. 2 del regolamento sulla prova finale il conseguimento della laurea magistrale in giurisprudenza è subordinato alla redazione di un elaborato approfondito relativo ad uno o più insegnamenti del corso di laurea biennale che deve essere discusso avanti ad una commissione composta da almeno sette membri.

Gli studenti in base ai loro interessi ed alle loro preferenze concorderanno con la Prof.ssa Luisa Torchia l'argomento dell'elaborato, entro i temi trattati durante il corso di Diritto amministrativo II.
La tesi deve essere redatta personalmente dallo studente sulla base della letteratura e della documentazione esistente. Allo scopo di rendere possibile una verifica delle fonti tutte le parti più o meno estese riprese da lavori precedenti dovranno essere riportate fra virgolette e attribuite all'autore, indicando da quale opera sono state tratte. Per tale ragione tutti gli elaborati devono essere corredati da un adeguato apparato di note.
La tesi biennale consiste in un elaborato non più lungo di 180/200 pagine e ha ad oggetto l'esame di un istituto del diritto amministrativo, individuandone l'origine storica e gli sviluppi più recenti.

L'elaborazione della tesi può essere suddivisa in diverse fasi
1. Innanzitutto allo scopo d'individuare l'argomento della tesi gli studenti dovranno svolgere una ricerca preliminare di carattere generale (è utile far ricorso ai manuali di diritto amministrativo più diffusi o sfogliare gli ultimi numeri di riviste di diritto pubblico o amministrativo; tra le principali si segnalano il Giornale di Diritto Amministrativo, I Foro Amministrativo, Il Foro Italiano, le Regioni, la Rivista di Diritto Pubblico Comunitario o la Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico). L'argomento o gli argomenti possibili possono essere sottoposti alla Prof.ssa Torchia durante l'orario di ricevimento, ogni lunedì alle ore 15 presso la stanza n. 270 della Facoltà di Giurisprudenza.

2. Dopo aver concordato l'argomento, lo studente deve predisporre l'indice del lavoro. L'indice, che consente di verificare lo sviluppo logico della tesi, deve essere accurato ed avere un impianto tendenzialmente organico in modo da rendere chiara ed efficace l'impostazione della ricerca.

3. Una volta redatto, l'indice della tesi dovrà essere consegnato alla prof.ssa Luisa Torchia, sempre durante l'orario di ricevimento, il lunedì alle ore 15:00 presso la stanza n. 270 della facoltà di Giurisprudenza. (esempi di indici corretti sono riportati al termine del testo).

4. Successivamente all'approvazione dell'indice da parte della prof.ssa Luisa Torchia, lo studente dovrà condurre una ricerca più approfondita al fine di disporre di un'ampia e completa bibliografia. Lo studente sarà quindi affidato ad un collaboratore della cattedra che seguirà nell'elaborazione della tesi. Sarà quindi opportuno verificare preliminarmente con il collaboratore la completezza del materiale consultato.

5. Una volta reperiti i testi occorre leggerli e schedarli. Le schede consistono in un appunto di lunghezza variabile (a seconda dell'opera schedata) nel quale, oltre ai riferimenti bibliografici indispensabili, si riportano la sintesi del testo e le citazioni che si ritiene utilizzabili nella tesi (con relativa pagina dalla quale ciascuna è stata tratta). In seguito, queste schede diventeranno il riferimento fondamentale sia per la redazione del testo e delle note, sia per la predisposizione della bibliografia.

6. Successivamente, è possibile procedere alla stesura della prima bozza dei diversi capitoli della tesi. I laureandi devono informare periodicamente i collaboratori sullo stato di avanzamento del lavoro. I capitoli della tesi, dattiloscritti e corredati della versione aggiornata dell'indice, dovranno essere consegnati uno alla volta. I colloqui con i collaboratori potranno avvenire soltanto negli orari concordati e presso gli uffici della facoltà.

7. Completata la stesura dei capitoli, è necessario procedere alla lettura coordinata del lavoro e poi alla redazione dell'introduzione e delle conclusioni.
L'introduzione deve presentare l'oggetto della tesi, giustificandone la scelta e delimitandone i contenuti, illustrare la metodologia utilizzata e le fonti cui si è fatto ricorso, nonché anticipare in estrema sintesi le conclusioni cui si è pervenuti.
Le conclusioni, invece, devono esporre sinteticamente i risultati della ricerca, in raffronto con l'eventuale ipotesi iniziale.

8. Completato il lavoro occorre verificare attentamente gli aspetti formali (errori di battitura, punteggiatura, uso delle maiuscole, citazioni) aggiungendo la bibliografia, numerando e titolando i capitoli (ed eventuali paragrafi) nonchè controllando l'apparato di note. I capitoli saranno numerati in caratteri romani, mentre i paragrafi in numeri arabi. La tesi dovrà avere un'impostazione problematica e consistere in un elaborato di centoventi/centosessanta cartelle dattiloscritte di 1800 battutte.

9. Una volta che, a giudizio dei collaboratori, il lavoro sarà completato la tesi dovrà essere sottoposta alla Prof.ssa Torchia per la verifica finale, almeno 20 giorni prima della scadenza del termine per la consegna nella segreteria studenti.


II. TESI DI LAUREA IN SCIENZE GIURIDICHE (CORSO DI LAUREA TRIENNALE)
Secondo l'art. 2 del regolamento sulla prova finale il conseguimento della laurea in Scienze giuridiche è subordinato alla redazione di un breve elaborato, relativo ad uno o più insegnamenti del corso di laurea, che deve essere discusso avanti ad una commissione composta da almeno cinque membri.

Gli studenti, in base ai loro interessi ed alle loro preferenze, concorderanno con la Prof.ssa Luisa Torchia l'argomento dell'elaborato, entro i temi trattati durante il corso di Diritto amministrativo I.
La tesi deve essere redatta personalmente dallo studente, sulla base della letteratura e della documentazione esistente. Allo scopo di rendere possibile una verifica delle fonti tutte le parti più o meno estese riprese da lavori precedenti dovranno essere riportate fra virgolette e attribuite all'autore, indicando da quale opera sono state tratte. Per tale ragione tutti gli elaborati devono essere corredati da un adeguato apparato di note.

La tesi triennale consiste in un elaborato non più lungo di 50 pagine e ha ad oggetto l'esame di un istituto del diritto amministrativo concentrandosi sulle norme e la giurisprudenza recenti.

L'elaborazione della tesi può essere suddivisa in diverse fasi
1. Innanzitutto allo scopo d'individuare l'argomento della tesi gli studenti dovranno svolgere una ricerca preliminare di carattere generale (è utile far ricorso ai manuali di diritto amministrativo più diffusi o sfogliare gli ultimi numeri di riviste di diritto pubblico o amministrativo; tra le principali si segnalano il Giornale di Diritto Amministrativo, I Foro Amministrativo, Il Foro Italiano, le Regioni, la Rivista di Diritto Pubblico Comunitario o la Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico). L'argomento o gli argomenti possibili possono essere sottoposti alla Prof.ssa Torchia durante l'orario di ricevimento, ogni lunedì alle ore 15 presso la stanza n. 270 della Facoltà di Giurisprudenza.

2. Dopo aver concordato l'argomento, lo studente deve predisporre l'indice del lavoro. L'indice, che consente di verificare lo sviluppo logico della tesi, deve essere accurato ed avere un impianto tendenzialmente organico in modo da rendere chiara ed efficace l'impostazione della ricerca.

3. Una volta redatto, l'indice della tesi dovrà essere consegnato alla prof.ssa Luisa Torchia, sempre durante l'orario di ricevimento, il lunedì alle ore 15:00 presso la stanza n. 270 della facoltà di Giurisprudenza (esempi di indici corretti sono riportati al termine del testo).

4. Successivamente all'approvazione dell'indice da parte della prof.ssa Luisa Torchia, lo studente dovrà condurre una ricerca più approfondita al fine di disporre di un esauriente bibliografia. Lo studente sarà quindi affidato ad un collaboratore della cattedra che seguirà l'elaborazione della tesi. Sarà quindi opportuno verificare preliminarmente con il collaboratore la completezza del materiale consultato.

5. Dopo aver letto i testi raccolti, è possibile procedere alla stesura della prima bozza dei diversi capitoli della tesi. I laureandi devono informare periodicamente il collaboratore sullo stato di avanzamento del lavoro. I capitoli della tesi, dattiloscritti e corredati della versione aggiornata dell'indice, devono essere consegnati uno alla volta. I colloqui con i collaboratori potranno avvenire soltanto negli orari concordati e presso gli uffici della facoltà.

6. Completata la stesura dei capitoli, è necessario procedere alla lettura coordinata del lavoro e poi alla redazione dell'introduzione e delle conclusioni.
L'introduzione deve presentare l'oggetto della tesi, giustificandone la scelta e delimitandone i contenuti, illustrare la metodologia utilizzata e le fonti cui si è fatto ricorso, nonché anticipare in estrema sintesi le conclusioni cui si è pervenuti.
Le conclusioni, invece, devono esporre sinteticamente i risultati della ricerca, in raffronto con l'eventuale ipotesi iniziale.

7. Completato il lavoro occorre verificare attentamente gli aspetti formali (errori di battitura, punteggiatura, uso delle maiuscole, citazioni) aggiungendo la bibliografia, numerando e titolando i capitoli (ed eventuali paragrafi), nonchè controllando l'apparato di note. La tesi deve avere un'impostazione problematica e consistere in un elaborato non inferiore alle quaranta/cinquanta cartelle dattiloscritte di 1800 battutte.

8. Una volta che, a giudizio dei collaboratori, il lavoro sarà completato la tesi dovrà essere sottoposta alla Prof. Torchia per la verifica finale, almeno 20 giorni prima della scadenza del termine per la consegna nella segreteria studenti.

III. CRITERI REDAZIONALI

A) L' IMPAGINAZIONE DELLA TESI:

FOGLI FORMATO A4
MARGINI 4 cm (superiore)
3,5 cm (inferiore)
3,5 cm (sinistro)
3 cm (destro)
INTERLINEA 1,5
RIENTRO PARAGRAFO 1 cm
CARATTERE TIPO Times New Roman o Garamond, dimensioni 12
SOMMARIO Collocato all'inizio
NOTE A piè di pagina, con numerazione progressiva; interlinea singola; dimensioni 10

B) LA BIBLIOGRAFIA DA INSERIRE IN CALCE ALLA TESI:

La bibliografia deve essere costituita solo dalle opere effettivamente consultate ed usate ai fini del lavoro, con esclusione di quelle citate in altre opere, ma che non si è ritenuto opportuno consultare oppure che non è stato possibile reperire
I testi dovranno essere elencati in ordine alfabetico per autore.

C) LE CITAZIONI, NEL TESTO E IN NOTA:

Per la legislazione. Il provvedimento deve essere indicato, la prima volta per esteso, completo di data e numero (es.: legge 7 agosto 1990, n. 241). In seguito, lo stesso provvedimento deve essere indicato in forma abbreviata (es.: l. n. 241/1990). L'articolo precede l'indicazione eventuale del comma di riferimento e del provvedimento (es.: art. 1, comma 1, l. n. 241/1990);
Per la giurisprudenza, Le decisioni devono essere segnalate, la prima volta, con l'indicazione per esteso dell'organo giudicante, della data e del numero (es.: Consiglio di Stato, sez. IV, 8 gennaio 1995, n. 1), nonché del luogo dove la decisione è pubblicata (nome della rivista, anno, parte, pagina). In seguito, la stessa decisione deve essere indicata in forma abbreviata (es.: Cons. St., IV, n. 1/1995);
Per la dottrina. Le monografie devono essere citate con il cognome dell'autore preceduto dall'iniziale del nome, il titolo completo dell'opera, il luogo, l'editore e l'anno di pubblicazione ed, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento. Gli scritti contenuti in opere collettive, dizionari, enciclopedie, ecc., devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, dell'opera di cui fanno parte (sempre con il titolo completo dell'opera, il luogo e l'anno di pubblicazione e, eventualmente, la pagina cui si fa riferimento). Gli scritti contenuti in riviste devono essere citati con l'indicazione, oltre che dell'autore e del titolo, della rivista, dell'anno di pubblicazione, della parte e della pagina; i titoli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie italiane devono essere abbreviati, mentre quelli delle riviste, dei dizionari e delle enciclopedie straniere devono essere scritti per esteso. Citando la stessa opera per la seconda volta, deve essere indicato l'autore e le prime parole del titolo seguite dall'abbreviazione "op cit.";
per le sigle e abbreviazioni si devono seguire i criteri redazionali esposti in appendice;
l'uso delle maiuscole deve essere limitato ai nomi propri ed alla parola "Stato" (es.: i ministeri, il Ministero del tesoro);
i nomi di enti, associazioni, organizzazioni, ecc. devono essere indicati, la prima volta, per esteso, con la sola prima iniziale maiuscola, seguiti dalla sigla, tra parentesi e, anche in questo caso, con la sola prima iniziale maiuscola: es. Organizzazione delle nazioni unite (Onu). In seguito, deve essere utilizzata solo la sigla;
i numeri nel testo vanno citati per esteso (es.: gli anni novanta, due per cento);
le parole ed i nomi stranieri vanno scritti in corsivo.

ESEMPIO INDICE (Tesi di Laurea Magistrale in Giurisprudenza)

Le reti amministrative europee: il caso della concorrenza

Capitolo I: Un quadro generale sul diritto amministrativo europeo
1 L'idea di un diritto amministrativo europeo
2 Caratteri peculiari e principi fondamentali
2.1 Le cause dell'accelerazione dell'integrazione europea
2.2 Principi giurisprudenziali
3 Gli organismi amministrativi della Comunità europea
4 Cenni sul procedimento amministrativo europeo
4.1 Principi procedimentali e norme generali
5 Incidenza del diritto amministrativo europeo sugli ordinamenti nazionali
5.1 Influenza indiretta dell'ordinamento comunitario
5.2 Incidenza diretta del diritto comunitario
5.3 Gli effetti dei singoli atti amministrativi europei

Capitolo II: Nuovi modelli di diritto amministrativo europeo
1 La Commision ne fait, mais fait faire : esecuzione diretta ed indiretta
2 Nuove esigenze di Amministrazione. Cooperazione e ausilarietà
3 Dalla collaborazione alla coamministrazione
3.1 Esempi di procedimenti composti
4 Il concetto di rete amministrativa integrata e la sua diffusione
5 Nuove forme di amministrazioni a rete
6 Caratteri giuridici e questioni aperte dell'ordinamento amministrativo integrato

Capitolo III: La concorrenza nell'ordinamento comunitario
1 La concorrenza come principio costitutivo e fondante la Comunità europea
2 Pratiche vietate ed esenzioni dal divieto ex artt. 81 e 82 Tratt. CE
2.1 Divieto d'intese e pratiche concordate
2.2 Abuso di posizione dominante
3 Disciplina sostanziale e procedurale delle concentrazioni
4 Impresa, mercato rilevante, incidenza sugli scambi tra gli Stati
5 La previdente normativa di attuazione degli articoli 81 ed 82 del Tratt. Ce: il regolamento 17/62
6 Cenni comparatistci su altri ordinamenti antitrust e sulla cooperazione internazionale

Capitolo IV: Il nuovo assetto della concorrenza: Il regolamento n.1/2003
1 Dal regolamento n.17/62 al libro bianco del 1999
1.1 Il libro bianco sulla modernizzazione delle norme antitrust
2 I cardini della riforma 2003
2.1 Il ribaltamento della prospettiva: dal sistema dei divieti a quello della liceità e delle eccezioni direttamente applicabili
2.2 Il nuovo ruolo della Commissione
2.3 L'applicazione decentrata
3 Dalla denuncia alla decisione
3.1 L'avvio della procedura
3.2 Svolgimento del procedimento i poteri istruttori
3.3 L'addebito
3.4 La decisione
3.5 Il sistema sanzionatorio

Capitolo V: La cooperazione tra Commissione e autorità nazionali: la rete europea della concorrenza
1 La preminenza del diritto comunitario
2 Meccanismi di cooperazione e controllo all'interno della rete
2.1 La cooperazione tra autorità
2.2 Lo scambio d'informazioni
2.3 Gli strumenti di controllo della Commissione
2.4 Il ruolo del Comitato consultivo
3 La cooperazione tra la Commissione e le giurisdizioni nazionali

Capitolo VI: La prima attuazione della normativa antitrust e i suoi effetti sugli ordinamenti nazionali
1 Gli effetti della rete sull'organizzazione e sul funzionamento delle autorità nazionali della concorrenza
2 Regolamento n. 1/03 e poteri d'attuazione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
3 Analisi dei primi due anni di applicazione del regolamento n. 1/03