Il Prof. Marco Ruotolo ha aggiornato i suoi avvisi

Assegnazione tesi

Prof. Ruotolo

1. Tempi e modi di assegnazione della tesi

La tesi è pre-assegnata in due sedute pubbliche, che si tengono di solito
nei mesi di febbraio e di ottobre. Il docente pre-assegna le tesi in base alle
disponibilità del periodo, comparando le diverse "domande"
e tenendo conto, in particolare, del numero di esami mancanti.

A seguito di pre-assegnazione si chiede allo studente di elaborare una bozza
di indice (piano di lavoro), con un minimo corredo bibliografico. La valutazione
positiva di questo primo lavoro consente la formale assegnazione della tesi.

Lo studente deve sapere che il modulo di assegnazione tesi deve essere consegnato
in segreteria almeno sei mesi prima della sessione di laurea che si intende
utilizzare. I tempi di elaborazione di una tesi sono comunque di solito superiori
al minimo di sei mesi che deve intercorrere tra assegnazione e discussione.

L'elaborato finale dovrà essere consegnato al relatore almeno un mese
prima della discussione, al fine di consentire il tempestivo deposito della
tesi presso la segreteria.

2. Argomenti di tesi e prime indicazioni per lo svolgimento dell'elaborato

Gli argomenti di tesi saranno proposti dal relatore in occasione della riunione
per la pre-assegnazione. Lo studente avrà la possibilità di scegliere
nell'ambito di una rosa relativamente ampia, predisposta dal docente tenendo
conto, anzitutto, delle tesi già assegnate nelle precedenti sedute.

Per iniziare a svolgere il lavoro di tesi è consigliabile partire dalla
lettura dei manuali e soprattutto delle voci enciclopediche o dei commentari
riguardanti il tema assegnato.

Tra le enciclopedie si segnalano:

- Enciclopedia del diritto

- Novissimo Digesto italiano e, ora, Digesto delle discipline pubblicistiche

- Enciclopedia giuridica Treccani


Tra i commentari:

- Commentario sistematico alla Costituzione italiana, diretto da Piero
Calamandrei e Alessandro Levi (1950)

- Commentario della Costituzione, diretto da G. Branca (e altri).

- Commentario breve alla Costituzione, diretto da V. Crisafulli e L.
Paladin (1988)

- Commentario breve alla Costituzione, diretto di S. Bartole e R. Bin
(2008

- Commentario alla Costituzione, a cura di R.Bifulco, A.Celotto, M.Olivetti
(2006)

Tra le Riviste di diritto costituzionale:

- Consulta Online, www.giurcost.org

- Costituzionalismo.it, www.costituzionalismo.it


- Diritto e Società

- Diritto pubblico

- Federalismi, www.federalismi.it

- Giurisprudenza costituzionale

- Le Regioni

- Osservatorio sulle fonti, www.osservatoriosullefonti.it


- Quaderni costituzionali e relativa rivista telematica (www.forumcostituzionale.it)


- Rassegna parlamentare

- Rivista di diritto costituzionale

- Rivista telematica dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti,
www.rivistaaic.it

Si consiglia la consultazione dei siti istituzionali del Quirinale, del Senato,
della Camera e della Corte costituzionale (in quest'ultimo si trovano anche
interessanti ricerche di giurisprudenza).

3. Criteri per la redazione delle tesi

3.1 Criteri generali


a) Nella redazione della tesi, tanto per il corpo del testo quanto per le note
a piè di pagina, è necessario, innanzitutto, scrivere all'impersonale
o anche alla 1° persona plurale (Es.: Noi riteniamo che…). Non è
possibile utilizzare il carattere "grassetto" o "sottolineato".
Quando si riportano testualmente le parole di un testo normativo o di un qualsiasi
altro scritto è necessario utilizzare le virgolette caporali " "
inserendo una nota a piè di pagina per indicarne la provenienza. Qualora,
invece, si utilizzino parole o espressioni, ad esempio, in modo enfatico o improprio,
è necessario utilizzare le virgolette apicali " ". All'interno
delle virgolette (" "; " ") il carattere da utilizzare rimane
quello tondo (normale).

Nel corpo del testo principale non è opportuno, generalmente, indicare
il nome di persone. Tuttavia, qualora si riporti un concetto elaborato da uno
o più Autori specifici è necessario darne indicazione utilizzando
una nota a piè di pagina.

Infine, per le parole di lingua diversa dall'italiana è necessario utilizzare
il carattere corsivo, salvo che per i nomi propri di persona o qualora si versi
nell'ipotesi in cui si stia già utilizzando il carattere corsivo. In
quest'ultimo caso, infatti, si dovrà utilizzare il carattere tondo. Il
carattere rimane altresì corsivo nell'ipotesi in cui le parole straniere
costituiscano una citazione diretta da inserire, quindi, tra le virgolette caporali
(" ").

b) Per quanto concerne l'impostazione della pagina si consiglia di utilizzare
il carattere 12 per il corpo del testo principale e 10 per il testo delle note.

Per quante attiene ai margini si consiglia di impostare a 3 cm sia quello destro
e sinistro sia quello superiore e inferiore. Lasciare, invece, 1,5 cm per la
rilegatura.

Porre all'inizio della tesi un indice-sommario contenente il titolo, la pagina
d'inizio e tutte le partizioni in cui si articola l'elaborato.

Per ciascuna pagina scrivere 32-35 righe, ognuna di 65-70 caratteri, possibilmente
fronte-retro.

Indicare almeno cinque parole chiave, approvate dal relatore, da inserire nella
seconda pagina della tesi, dopo il titolo, l'autore e il relatore.

Si consiglia, inoltre, di impostare la scrittura con interlinea 1,5 per il corpo
del testo principale e interlinea singola per quello delle note, evitando di
inserire ulteriori, particolari, interlineature.

Il tipo di scrittura consigliata è times new roman o garamond.

Si consiglia un rientro di pagina di 1 cm circa senza usare la funzione "tabulazione",
neanche per dare al testo un formato speciale.

Si consiglia, inoltre, di seguire le seguenti indicazioni:

i. se si saltano alcune parole di una citazione, segnalarlo con tre puntini
chiusi tra parentesi tonda: (...).

ii. qualora si voglia porre l'attenzione su una o più parole di una citazione
testuale scriverle in corsivo indicando alla fine della citazione, tra parentesi
tonde, che si tratta di corsivo aggiunto. Es.: "La difesa della Patria
è sacro dovere del cittadino" (corsivo aggiunto).

iii. usare le parentesi quadre se all'interno di una citazione si apportino
modifiche alla versione originale per adeguarla al contesto. Es.: disciplina[va].

iv. se la frase termina con una parola puntata non utilizzare un ulteriore punto
di chiusura. Es.: della Cost. e non della Cost..

v. utilizzare il trattino lungo (-) per inserire una spiegazione o una specificazione
in forma incidentale; utilizzare il trattino corto (-) per collegare o giustapporre
due termini: es. decreto-legge o potere-dovere (ma anche potere/dovere).

vi. la numerazione delle pagine di tutto il lavoro è successiva; la numerazione
delle note a piè di pagina è autonoma, ripartendo di volta in
volta dal numero 1, per ciascun capitolo.

Infine, si rammenta di:

i. non inserire spazi tra le parole e i segni di interpunzione (. , ; : / etc.)
immediatamente successivi.

ii. non inserire spazi tra gli articoli apostrofati e la parola che li segue.

iii. non inserire doppi spazi tra una parola e l'altra.

iv. non inserire spazi tra le parentesi e la prima e l'ultima delle parole poste
tra parentesi.

v. inserire uno spazio fra i trattini e la prima e l'ultima delle parole poste
fra trattini. Es.: - come detto -.

vi. nelle note inserire uno spazio fra il numero della nota e la prima parola.

3.2. Criteri di redazione per le note a piè di pagina

In linea generale è possibile citare solo i testi che sono stati letti
personalmente; in altri termini è possibile citare un testo non letto
solamente indicandolo espressamente attraverso una c.d. citazione "di seconda
mano", ossia indicando la fonte dalla quale quella citazione specifica
è stata tratta.

a) DOTTRINA

Innanzitutto, per i nomi di persona si consiglia di utilizzare la funzione "maiuscoletto".
Es.: MORTATI C. Inoltre, laddove nella stessa nota siano citate due o più
opere dello stesso Autore utilizzare l'espressione ID. (in maiuscoletto) anziché
ripetere nuovamente nome e cognome dello stesso.

Nel caso di citazioni ripetute della stessa opera, usare op. cit. (in
corsivo) solo se è l'unica opera già citata dello stesso Autore;
è possibile utilizzare op. ult. cit. facendo molta attenzione
che la fonte immediatamente precedente sia proprio quella alla quale ci si intende
riferire; altrimenti utilizzare un titolo abbreviato seguito, dopo la virgola,
da cit. (non in corsivo):

i. CRISAFULLI V., Lezioni, cit., 123.

ii. CRISAFULLI V., op. cit., 123.

1. Se si tratta di una monografia indicare nell'ordine: il cognome (se ci sono
più autori, separarli con un trattino lungo), il nome di battesimo puntato
(senza inserire lo spazio nel caso di doppio nome), il titolo dell'opera in
corsivo (non tra virgolette), l'eventuale numero del volume (numero romano,
con l'indicazione vol.), il numero dell'edizione (numero romano), il luogo di
edizione, il nome dell'editore, l'anno di edizione e il numero della pagina
:

o Per tale orientamento, cfr. CRISAFULLI V., Lezioni di diritto costituzionale,
vol. I, Padova, Cedam, 1970, 50 e 63 ss.

o In tal senso, CICCONETTI S.M., Le fonti del diritto italiano, Torino,
Giappichelli, 2001, 287 e 393 s.

o Così, SERGES G., Il principio del "doppio grado di giurisdizione"
nel sistema costituzionale italiano
, Milano, Giuffrè, 1993, 10.

2. Se si tratta di un contributo ad un'opera collettanea, ad atti di convegno
e simili, dopo il titolo mettere "in", il nome del curatore o dei
curatori seguito dall'indicazione "a cura di" inserito tra parentesi
tonde oppure AA.VV. e poi gli altri elementi come per il punto 1:

i. SORRENTINO F., Le fonti del diritto, in AMATO G. - BARBERA A. (a cura
di), Manuale di diritto pubblico, I, V ed., Bologna, Il Mulino, 1997,
121.

ii. CARAVITA B., Appunti in tema di "Corte giudice a quo" (con
particolare riguardo alle questioni sollevate nel corso dei giudizi incidentali
di legittimità costituzionale), in AA.VV., Strumenti e tecniche di
giudizio della Corte costituzionale
, Milano, Giuffrè, 1988, 306 s.

3. Se si tratta di un articolo di rivista, dopo Autore e titolo mettere "in",
il nome della rivista in corsivo (non tra virgolette), seguito dall'anno di
pubblicazione, dal numero del volume se diviso in parti e dalla pagina :

i. Così LUCIANI M., Giuristi e referendum, in Dir. soc.,
1978, 123.

ii. Cfr., ex plurimis, CARNEVALE P., La Corte riapre un occhio (ma
non tutti e due) sull'abuso della decretazione d'urgenza?
in Giur. it,
1996, IV, 402 ss.

4. Per le voci di enciclopedie non si utilizzi il termine voce ma si indichi
l'Autore, il titolo, il nome dell'enciclopedia in corsivo (non tra virgolette)
preceduto da "in", numero (romano) del volume, luogo di edizione,
anno di pubblicazione, pagina:

i. In tal senso, v. CELOTTO A., Legge comunitaria, in Enc. giur.
Treccani, XVIII, Roma, 1995, 8.

5. Per le citazioni da Internet è necessario indicare l'indirizzo completo:

Es.: In tal senso, v. D'ATENA A., La Consulta parla… e la riforma del
Titolo V entra in vigore
, in http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dibattiti/riforma.html.

b) GIURISPRUDENZA

Innanzitutto, per tutti gli atti giurisdizionali occorre sempre indicare una
delle riviste sulle quali è pubblicato. Es.: il Foro italiano.

Mentre nel corpo del testo principale si preferisce l'indicazione per esteso
della sentenza (Es.: sentenza del 30 gennaio 2003) nelle note utilizzare l'espressione
abbreviata sent. (o sentt.) preceduta da "cfr." e seguita da n. (o
nn.) con l'indicazione estesa dell'anno. Se esistono sezioni, indicare la sezione
con numero romano e la materia di competenza (Es.: civile; penale; lavoro):

i. Cfr. Corte cost., sentt. nn. 103 del 1957, 79 del 1966 e 139 del 1976.

ii. Cfr. Corte cass., II sez. penale, sent. n. 1223 del 1999.

iii. Cfr. Corte cass., SS.UU. civili, sent. n. 107, 1726.

Inoltre, qualora si riportino testualmente le parole della sentenza è
necessario anche indicare la pagina della rivista cui corrisponde la citazione
stessa. Per le sentenze della Corte costituzionale è preferibile riferirsi
alla rivista Giurisprudenza costituzionale, per le quali è, tuttavia,
anche possibile indicare, in alternativa alla pagina, il punto del Ritenuto
in fatto
o del Considerato in diritto:

o Cfr. sent. n. 154 del 1985, punto 5.1 del Considerato in diritto.

o Cfr. sent. n. 76 del 2001, in Giur. cost., 2001, 488.

Gli stessi criteri valgono per le altre tipologie di provvedimenti giurisdizionali.

c) NORMATIVA

Mentre nel corpo del testo principale sarebbe preferibile la redazione completa
del nome dell'atto (legge; decreto-legge; regolamento ministeriale etc.), nelle
note a piè di pagina ci si può limitare a utilizzare le abbreviazioni
convenzionali con la prima lettera maiuscola e senza spaziature (L.; D.l.; D.Lgs.;
L.cost.). In entrambe i casi, se si tratta della prima citazione, indicare,
nell'ordine, il tipo di atto, la data per esteso e il numero dell'atto stesso.
Successivamente, indicare il tipo di atto, in numero dello stesso e l'anno:

i. Cfr. legge 23 agosto 1988, n. 400.

ii. Cfr. L. n. 400 del 1988.

Nell'indicazione di uno o più comma, scrivere, nell'ordine, l'articolo,
il termine comma (anche se più di uno) seguito dal numero (arabo) e l'atto
di riferimento:

o Cfr. art. 72, comma 3 e 4, Cost. (o anche: della Costituzione).

o Cfr. art. 49, comma 1, della L. 25 maggio 1970, n. 352.

Tuttavia, è anche possibile scrivere, nell'ordine, l'articolo, il numero
(cardinale) del o dei comma, il termine comma e l'atto di riferimento.

o Cfr. art. 49, 1° comma, della L. 25 maggio 1970, n. 352.

Infine, sarebbe opportuno indicare, tra virgolette caporali, nella prima occasione
in cui si cita un atto, il Titolo dello stesso:

Es.: Cfr. L. n. 848 del 4 agosto 1955, "Ratifica ed esecuzione della Convenzione
europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,
firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione
stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952".

Per l'attività parlamentare indicare il tipo di atto o attività
(es.: disegno di legge; mozione; audizione) seguito, nell'ordine, dall'indicazione
che si tratta di atti parlamentari (in corsivo), l'Assemblea, la legislatura,
il numero dell'atto o se si tratta di resoconto stenografico la data:

i. Cfr. il c.d. disegno di legge "La Loggia", in Atti parlamentari,
Senato della Repubblica, XIV legislatura, N. 1545.

ii. Cfr. l'intervento dell'Onorevole Tizio, in Atti parlamentari, Camera
dei Deputati, XIV legislatura, Resoconto stenografico, 23 gennaio 2002.

4. Alcune regole di "stile"

Nel rinviare per approfondimenti ai "Consigli per lo svolgimento della
tesi di laurea" del Collega Roberto Bin dell'Università di Ferrara
(www.robertobin.it), si invitano i laureandi a seguire le indispensabili
norme di punteggiatura, nonché i preziosi suggerimenti di Ennio Flaiano:

o Chi apre il periodo, lo chiuda

o È pericoloso sporgersi dal capitolo

o Cedete il condizionale alle persone anziane, alle donne e agli invalidi

o Lasciate l'avverbio dove vorreste trovarlo

o Chi tocca l'apostrofo muore

o Abolito l'articolo, non si accettano reclami

o La persona educata non sputa sul componimento

o Non usare l'esclamativo dopo le 22

o Non si risponde degli aggettivi incustoditi

o Per gli anacoluti servirsi del cestino

o Tenere i soggetti al guinzaglio

o Non calpestare le metafore

o I punti di sospensione si pagano a parte

o Non usare le sdrucciole se la strada è bagnata

o Per le rime rivolgersi al portiere

o L'uso del dialetto (e delle parole straniere - ndr.) è vietato ai minori
di 16 anni

o È vietato servirsi del sonetto durante le fermate

o È vietato aprire le parentesi durante la corsa

o Nulla è dovuto al poeta per il recapito